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Carnevale: scopri i dolci della tradizione italiana

Carnevale è sempre più vicino: con il suo spirito giocoso, colorato, ci fa tornare bambini e, grazie alle tante golosità della cucina italiana, resta una delle feste più partecipate e amate del nostro Paese. Sì, perché Carnevale significa anche buona cucina e la possibilità di festeggiare a tavola con i prelibati piatti della tradizione. In particolare, è costume “esagerare” il Martedì Grasso, mettendo in tavola cibi ricchi di sapore e farciture, per prepararsi all’imminente digiuno quaresimale.

Carnevale è una festa molto amata anche grazie alla grande tradizione dei dolci legati a questo periodo di celebrazioni (e travestimenti!). Scopriamo, regione per regione, le delizie di pasticceria che, nei secoli, hanno caratterizzato questa festa.

Un tour tra i dolci tipici del Carnevale non può che partire dalle leggendarie chiacchiere! Le origini di questo dolce, diffuso in tutta Italia, risalgono addirittura alle feste degli antichi romani: durante i Saturnali, festa pagana dedicata al dio delle coltivazioni, si consumavano dolci dalla forma tonda e piatta, fritti nel grasso di maiale, per celebrare l’abbondanza, nel passaggio dalla stagione invernale a quella primaverile. Oggi le chiacchiere rappresentano il dolce per eccellenza del Carnevale. Nel Lazio si chiamano “frappe”, in Toscana “cenci”, in Liguria “bugie”. Il risultato però non cambia: bontà, dolcezza e croccantezza sono i segni distintivi di questa delizia. 

Anche le castagnole sono molto diffuse, in particolare nel Nord e nel Centro Italia: sono palline di pasta, fritte e poi ricoperte di zucchero. In Emilia Romagna sono note anche come “tortelli dolci”, per la particolare forma. Marche, Abruzzo e Molise propongono invece un dolce simile agli struffoli napoletani, la cicerchiata di Carnevale, piccole palline fritte nello strutto e decorate con miele. 

La zeppola, che a Napoli è fortemente collegata alla celebrazione della festa di San Giuseppe, il 19 marzo, in molte regioni italiane, soprattutto del Nord e del Centro, viene associata già ai mesi del Carnevale. La storia di questo dolce, strettamente legato alla tradizione culinaria partenopea, risale ad antiche leggende legate proprio alla figura del Santo che, secondo i devoti, avrebbe avuto come secondo mestiere quello del friggitore. Così si spiega la nascita della zeppola più amata, quella fritta. In realtà, il dolce che conosciamo oggi, farcito con crema pasticcera e amarena, nasce nel diciottesimo secolo. Oggi questo dolce può vantare il riconoscimento di Prodotto agroalimentare tradizionale da parte del Ministero dell’Agricoltura. 
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